Vincenzo Barnabé
Nasce il 30 giugno del 1961 a Faenza.
Figlio di un artigiano dall’antico e poetico mestiere, l’arrotino ( e Rudarè) e di un’operaia dal meno poetico percorso (licenziata dall’OMSA, e Manzèl, nella grande crisi dei primi anni ’70), viene allevato da due donne che non hanno remore ad inculcargli valori che oggi i più ritengono obsoleti e quasi risibili (lasciamo a voi immaginare quali…).
L’impacciante timidezza e l’esagerata concretezza lo portano a scegliere gli studi tecnici, per diplomarsi nel 1980 come Tecnologo Alimentare all’ITIS Marconi di Forlì.
E sarà proprio l’industria alimentare, in particolare quella dei succhi di frutta, a segnarne tanta parte del bellissimo percorso professionale, sulle ali del.. Colibrì. Ma tutti i voli hanno un atterraggio, e quando l’azienda viene colonizzata, trovandosi svilita nelle sue meravigliose professionalità, il Nostro decide che è venuto il momento di migrare e lo fa verso un’importante azienda Agro-industriale dove ancora oggi offre il suo contributo, in particolare nell’ambito della Ricerca e Sviluppo.
Giocatore di basket infimo ma innamorato di questo fantastico sport in giovane età (quasi nessuno lo ricorda, nelle formazioni di Duomo, San Marco, Radio Base 92), invece di ascoltare i suggerimenti dei più e darsi all’ippica, decide invece di darsi al podismo e scopre, con l’indispensabile aiuto del compianto cugino Stefano (capace di chiuderla in 12 ore a 18 anni) la 100 Km del Passatore, portata a termine finora 6 volte, di cui l’ultima con un glorioso ultimo posto tra i classificati (!).
L’esperienza che segna un’epoca importante della sua vita è quella delle Radio Libere, fantastica epopea di quando la possibilità di comunicare non era tutta in mano ad una persona sola (sic!).
Collaboratore di Radio Base 92 fin dalle trasmissioni sperimentali, ne fa parte fino al triste giorno in cui le sue chiavi non riescono più ad aprirne la porta. Infuriandosi se qualcuno, come usa ai tempi, lo definisce “disk-jockey” si occupa di giochi a quiz, contenitori pomeridiani, ma soprattutto della sua passione più grande: i Cantautori Italiani. Il programma condotto con l’inseparabile Rudy diventa un vero “cult”, per la sua caratteristica di unire la bellissimi pezzi d’autore a fiumi di parole apparentemente (?) “nonsense” che spaziano dalla storia, alla politica, al costume, al folklore, alla gastronomia… forse finanche alla musica!
Vive una lunga e bella storia d’amore di 24 anni con Antonella, che gli regala due adorabili figli, Rudy e Camilla e con cui mantiene i toni del reciproco rispetto anche dopo che il matrimonio giunge alla fine, nel 2001. L’anno successivo nella sua vita entrano anche due nuove, fantastiche persone, Silvia e sua figlia Margherita, la terza creatura che lo chiamerà “babbo”.
E la politica? Da sempre appassionato, e sofferente verso dogmi, prepotenze ed incoerenze, si trova ad un certo punto sgomento e pensa: “non è possibile che solo io sia scandalizzato da questa politica fatta per troppa parte da bugiardi, zotici, condannati e ladri; possibile che non ci sia un catalizzatore capace di attivare le persone che credono ancora nella necessità di una politica più onesta, sobria, giusta? Insomma, una politica più etica”.
C’è!
L’8 settembre 2008 va in piazza di buonora, senza conoscere nessuno dei ragazzi che ci sono là e, come ultimo arrivato ma con una esaltante naturalezza, inizia a raccogliere le firme per il primo V-Day.
Da allora è ritornata la felicità, di poter lavorare per dare e per darsi una speranza.





