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FATTI SENTIRE

Lista Civica per Faenza

Sport

Questa è la versione integrale del nostro programma,  in fondo potete commentare e/o lasciare la vostra opinione per aiutarci a migliorare le nostre proposte…

Sport

Lo Sport come un grande valore

Nel nostro Paese la macchina industriale dello sport professionistico ha permesso che l’evento sportivo si sia definitivamente intrecciato con l’affare economico. Le pressioni degli interessi di sponsor, partner e finanziatori, hanno svuotato il significato nobile della competizione sportiva. Nata come un’attività leale, agonistica ma non violenta che fa del rispetto del prossimo la propria bandiera. Che insegna che l’avversario non è un nemico, ma solo il simbolo della sfida. Che concorre alla formazione di una personalità armonica ed equilibrata, che pone le basi per un’apertura a valori più alti quali la cultura, la partecipazione sociale e la ricerca di significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita. Tutto questo sta subendo una degenerazione inarrestabile. Ma a questo noi vogliamo tornare, anche nella nostra Faenza. Uno sport pulito, fatto anche di amore e passione sviscerata. Quello che si praticava all’Oratorio e che si pratica ancora nelle parrocchie, nei campetti e nelle palestre delle associazioni e delle società sportive. Un’amministrazione comunale deve promuovere lo sport praticato sia senza fini competitivi che a livello agonistico, riconoscere l’importanza della sua funzione ludica, considerandolo un valido mezzo di trasmissione di valori universali (come per esempio l’integrazione razziale), nonché scuola di vita, soprattutto per i ragazzi; e mantenere sempre viva la collaborazione con le associazioni e società sportive locali.

Proposte concrete:

1) PalaCattani e PalaBubani. Rivalutazione e rinnovamento

Il PalaCattani (ora PalaMokador) con i suoi oltre 4.000 posti è stato per quasi dieci anni niente di più che una cattedrale nel deserto, con un’unica squadra di vertice, l’Andrea Costa Imola Basket, che utilizzava la struttura. Ora con l’utilizzo della stessa da parte anche delle due squadre faentine del Faenza Basket e soprattutto del Club Atletico Faenza, le cose sono un po’ migliorate, ma crediamo non sia abbastanza. Il PalaMokador deve diventare una risorsa sociale, di aggregazione ed economica per la città e deve essere rivalutato ed utilizzato nella maniera adeguata. Non solo a livello sportivo, ma anche per manifestazioni culturali (concerti, spettacoli teatrali, comici, ecc…). Questo non significa che il “vecchio” Palazzetto dello sport, il PalaBubani, vada fatto morire e debba essere lasciato a se stesso. Tutt’altro. Deve essere rinnovato, ristrutturato (le condizioni attuali non sono delle migliori) ed utilizzato al meglio per le manifestazioni sportive e non di minor affluenza e grandezza.

2) Non si vive di solo calcio

Premettendo che nel nostro Paese tutto ruota attorno al calcio e questo non è sempre positivo, crediamo sia indispensabile la promozione degli sport cosidetti minori, tramite non solo aiuti economici agli operanti nel settore, ma anche attraverso incontri informativi ed altre attività rivolte alla cittadinanza ed in primo luogo ai giovani (scuole, parrocchie, ecc…)

3) Ritorno al campetto

Ritorno e vicinanza dell’Amministrazione ai luoghi dove migliaia di cittadini praticano lo sport reale: campi sportivi, associazioni e società sportive, palestre scolastiche, ecc.. Ritorno tra la gente per conoscerne gli umori, i pensieri e le sensazioni e per valutare, ove possibile, eventuali ristrutturazioni, rinnovamenti e migliorie dell’esistente, nonché la creazione di nuove strutture, soprattutto per i bambini e i ragazzi. Rivalutazione del campo sportivo all’interno dell’Oratorio Salesiano, dove moltissimi giovani faentini si sono formati sportivamente e, soprattutto, umanamente.

4) Quando lo sport supera la disabilità e le barriere razziali

La pratica di un’attività sportiva è un diritto irrinunciabile per tutti. Non solo la disabilità non può più essere considerata un’ostacolo insormontabile per chi voglia fare sport, ma esso è senza pari il principale veicolo di emancipazione e di integrazione. Lo sport deve essere uno strumento educativo per il rispetto delle diversità. Bisogna rispondere all’esigenza di avviare un confronto sulle esperienze e le prospettive di inclusione sociale offerte dalla pratica sportiva. Sport e disabilità sono un connubio possibile, praticabile e da incentivare per chi ha responsabilità politiche. Le istituzioni devono promuovere iniziative ed essere al fianco delle realtà dell’associazionismo e del terzo settore che si impegnano in tal senso. Verranno proposte, sulla base di esperienze positive delle associazioni di volontariato, alcune attività volte a raggiungere questi scopi, come i tornei ludici, le olimpiadi dell’integrazione, ecc. Lo stesso dicasi a riguardo delle diversità e delle barriere razziali. Lo sport deve essere uno dei principali mezzi per scardinare i pregiudizi e promuovere la tolleranza, l’integrazione, il rispetto reciproco e la pace.

6 commenti a “Sport”

  1. Flavio Fregnani scrive:

    esiste gia’ l’associazione sportiva disabili che opera prevalentemente nel nuoto ma non solo, c’e’ da dire che molte volte sono le stesse famiglie a non mandarli.

    occorre diversificare le tariffe orarie delle palestre comunali: le giovanili una tariffa e gli amatori una più alta.

    l’ultima palestra costruita a Faenza ha 30 anni….invece di pensare alle 2 strutture piu’ grandi che il comune ha dato in gestione a privati ( Balducci il palacattani e la Cogisport il palacofra) e non ci perde un euro bisognerebbe pensare di costruire almeno una struttura in prefabbricato per ospitare sport giovanili di squadra. E’ inutile promuovere l’aggregazione giovanile senza strutture, ottima l’idea dei salesiani.
    sul discorso di promuovere eventi magari ma occore trovare accordi con i 2 soggetti privati che gestiscono in appalto gli impianti.

    • Fatti Sentire scrive:

      Il ragionamento a cui un Comune, dovrebbe arrivare, non può sempre essere quello di non perderci un euro, forse dovrebbe essere anche quello di fare fruttare i suoi investimenti, altrimenti come facciamo a recuperare il debito che al momento abbiamo? A cosa servono due palazzetti dello Sport se non permettono un ritorno economico e sociale?

      Si deve concertare un metodo con i soggetti privati che li gestiscono, nell’interesse loro e del Comune, casomai spostando certe manifestazioni, o proponendone altre. Molte sono le palestre di scuole che vengono utilizzate da società giovanili e amatori, non pensavamo che mancassero strutture a riguardo (ne prendiamo atto), certo che prima è necessario soddisfare i bisogni primari per concentrarsi successivamente sugli altri.

      Riteniamo primario, come si diceva nel programma, creare nuovamente punti di aggragazione che via via stanno scomparendo, come i campini di volley, basket, calcetto, con poche spese di manutenzione ed una facile accessibilità.
      Grazie Flavio per il tuo contributo!

  2. Marco Bezzi scrive:

    Uno sport che a mio parere va molto sostenuto è il ciclismo per vari motivi:

    1)sono ogni anno di più i faentini che iniziano a fare uscite con le bici da corsa o con le MTB: vi sono molte società ciclistiche nella città di Faenza (Avis, Atletica 85, Fiori, Cral ospedalieri, Alvisi, Deka, Faentina….), si potrebbe coinvolgerle tutte insieme per organizzare un “raduno cicloturistico dal quale il comune potrebbe guadagnarci qualcosa….. che non è mai male

    2)chi pratica ciclismo, mentre è in bicilcletta solitamente fa giri della durata di 2 – 3 ore almeno e sicuramente non sta utilizzando l’automobile e quindi non inquina

    3)chi diventa ciclista preferisce poi utilizzare la bici normale anzichè l’automobile anche quando va al lavoro o per muoversi in città: meno inquinamento e più salute.

    4) chi prende l’abitudine di andare in bicicletta tende a passare dal centro della città (sono sempre molti i cicloturisti che passano per i corsi e la piazza) è una piccola forma di valorizzazione.

    • Fatti Sentire scrive:

      A noi piacerebbe proprio che la bicicletta non fosse solo uno sport, ma uno stile di vita: padrona, in allegra condivisione con i pedoni (Ferrara docet!), del nostro centro città; presente, rispettata e rispettosa di tutti i mezzi circolanti nelle strade extraurbane.
      In quest’ottica ci piace sicuramente la tua idea di incentivare e di unire, nel nome della passione ciclistica, tutte le associazioni amatoriali della nostra città, che magari in collaborazione con gli operatori commerciali e turistici e superando le divisioni di bottega (che tanto hanno penalizzato gli operatori, ma anche gli sportivi della nostra città) potrebbero dare vita ad una grande manifestazione popolare (anche un Critical mass, perché no!) in grado di dare impulso e notorietà alla nostra città, senza le discutibili spese affrontate in passato dalla nostra amministrazione (leggi il Giro d’Italia o Coppi Bartali), ma in nome della pura passione e del nome di Faenza.
      Grazie dell’attenzione e continua a seguirci.

  3. Merita attenzione anche il mondo degli sport acquatici. Negli ultimi anni l’ offerta di attività acquatiche si è moltiplicata; si pratica nuoto neonatale, pallanuoto, acquantalgica, nuoto libero solo per citatne alcuni. Vi posso assicurare che le capacità dell’ impianto sono utilizzate al massimo, tanto che come si è letto sui giornali locali, c’è stata l’ ipotesi di ampliare la struttura attuale costruendo un’ altra vasca negli spazi ora destinati al campo allenamenti dello stadio. Che ci sia bisogno di un’ altra vasca a Faenza penso sia un dato di fatto, la mia obiezzione è sull’ ingrandire l’ impianto attuale. Il problema della nostra piscina comunale e di quella zona della città è che è già sotto-pressione, chi utilizza la piscina lo sa e siamo in tanti. Ingrandire significherebbe aumentare ulteriormente questa pressione con la seguente equazione:
    + spazio acqua= + utenti= + auto= + traffico= + inquinamento
    Forse l’ unico vantaggio sarebbe del gestore che si vedrebbe aumentata la capacità di offerta mantenendo quasi inalterati i costi di gestione.
    La soluzione potrebbe essere quella di costruire un impianto nuovo in una zona diversa della città per poter distribuire sia la pressione sulla piscina che sul quartiere in termini di traffico e qualità dell’ aria. Poi, se l’impianto nuovo si costruisce pensando a criteri di mobilità sostenibile abbiamo fatto 31!
    Saluti e forza ragazzi!!!

    • Fatti Sentire scrive:

      Conosciamo la realtà della “piscina” di Faenza, l’affluenza e la sua fruibilità . L’affluenza che è aumentata negli anni ha portato tale struttura al limite massimo.
      Ora le soluzioni possono essere diverse, ampliare l’esistente oppure dare vita ad un nuovo centro sportivo acquatico.
      A monte sarebbe necesario effettuare uno studio che valuti la necessita attuale di tale struttura, e progettarla con una visione futura del suo utilizzo, senza strafare, ma con la possibilità di una crescita (per non ritrovarsi con una struttura sottodimensionata).
      Certamente condividiamo che nel caso in cui il Comune dovesse intraprendere tale percorso, dovrebbe farlo altrove, non ampliando la stessa struttura, valutando anche chi e come, potrebbe intervenire con investimenti per completare e gestire tale opera.
      Sicuramente potrebbe essere l’occasione, finalmente, per progettare con criteri sostenibili, e tramite le Esco generare un impianto nuovo, efficace, ed all’avanguardia.

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