Sicurezza
Questa è la versione integrale del nostro programma, in fondo potete commentare e/o lasciare la vostra opinione per aiutarci a migliorare le nostre proposte…
Sicurezza
Più risorse, più integrazione, meno demagogia
L’affermazione che Faenza, in base a studi mirati, è una città sicura è un’affermazione corretta, ma non influisce, per le ragioni che ben conosciamo, sulla qualità della vita dei nostri concittadini. La sicurezza percepita, cioè come si sentono i cittadini, al di là della sicurezza reale, incide fortemente sulla qualità della vita di ogni singola persona. Il tema della sicurezza urbana, “il diritto alla sicurezza”, come tutti i temi complessi, richiede risposte articolate basate sul coordinamento e sul coinvolgimento delle istituzioni competenti, in modo da dare risposte non emozionali e demagogiche, come le “famigerate” ronde formate da chissà chi e per fare chissà che cosa. Proponiamo una presenza costante sul territorio dei rappresentanti delle forze di Polizia. Le principali direttrici di intervento riguardano:
- la qualità urbana, che comprende oltre ai controlli relativi alla sicurezza stradale ed alla mobilità in generale, controlli nei parchi e nelle aree verdi, la vigilanza relativa ai problemi dell’inquinamento, dell’abusivismo edilizio, la segnalazione delle situazioni di degrado ambientale ed il controllo del decoro dell’arredo urbano;
- la sicurezza sociale, con particolare attenzione alla sorveglianza, per contrastare gli atti di teppismo e di vandalismo;
- la convivenza civile, che contribuisce al miglioramento della qualità reale della vita di relazione tra i cittadini (italiani e non), attraverso il controllo su eventuali situazioni di disturbo alla quiete pubblica, con l’aiuto anche del mondo delle associazioni di volontariato. Proponiamo di attuare un controllo puntuale sugli alloggi per verificare la corrispondenza fra abitanti dichiarati e abitanti reali.
L’amministrazione cercherà di evitare la creazione di zone abitative totalmente dedicate a persone extracomunitarie; questo per favorire l’integrazione sociale e razziale e per evitare la nascita di veri e propri “ghetti” che possono rivelarsi esplosivi, incontrollabili e dannosi per tutta la cittadinanza. Il coordinamento sarà uno strumento fondamentale per il miglioramento della sicurezza. In questo senso proponiamo una partecipazione costante del Sindaco e del Comandante della Polizia Municipale al Tavolo della Sicurezza in Prefettura. Componente fondamentale della sicurezza sono i vigili di quartiere. Questi devono essere in numero adeguato ed adeguatamente formati anche nella “cultura della prevenzione” che prevede l’analisi del disagio e della devianza sociale.









# la convivenza civile, che contribuisce al miglioramento della qualità reale della vita di relazione tra i cittadini (italiani e non), attraverso il controllo su eventuali situazioni di disturbo alla quiete pubblica, con l’aiuto anche del mondo delle associazioni di volontariato. Proponiamo di attuare un controllo puntuale sugli alloggi per verificare la corrispondenza fra abitanti dichiarati e abitanti reali.
jaid
Parlate di controllo di sicurezza di disturbo ec. ma non dite che ci vuole sopra tutto la INTEGRAZIONE.
Sono qui da 15 anni e mai nessuno mi a invitato a una festa,quelli che credo amici non lo hanno mai fatto,anche associazioni non invitano a fare qualcosa insieme con la famiglia.
serena
Io sono stata ospite al “ramadan”,mi sono divertita e’ ho scoperto che queste persone sono splendide,questo perche’ ho voluto conoscerle ed itegrarmi.
In questo capitolo di programma manca quello che ha detta jaid integrazione.
Dovreste aprire un tavolo di concertazione e sentire cosa hanno da dire e cosa possono fare,invece di andare a controllarli!
INTEGRARE VUOL DIRE “FAR ENTRARE ALTRI,STARE INSIEME AD ALTRI, E VIVERE CON GLI ALTRI”.
grazie!!!
Conosciamo il problema, ma conosciamo anche persone che da stranieri immigrati, non commentano così la situazione.
La convivenza civile parte dal rispetto dell’altro e dalla voglia di conoscersi, di confrontarsi, perchè solo in questo modo si superano i pregiudizi e gli stereotipi.
Il problema dell’integrazione è reale quanto le poche possibilità che questo si verifichi se non ci sono le condizioni per farlo.
Di certo avvicinarsi a culture diverse implica un’apertura mentale che non è comune a tutti, per questo bisogna investire sui processi culturali volti all’integrazione.
Pensiamo che le istituzioni in primis e le associazioni di volontariato possano in qualche modo aggregare maggiormente le culture, attraverso feste, proponendo giornate delle culture, o semplicemente dando spazio a tutti.
Questo può essere fatto in modi diversi, il primo però resta sempre il reciproco rispetto, la voglia di conoscere e l’instaurazione di rapporti umani con le persone più vicine, che sia l’ambiente di lavoro, la bottega sotto casa, il bar, la scuola o il campo sportivo.
I rapporti umani hanno molte frontiere, di certo ci vuole tempo per costruirli e nel farlo la massima onestà.
Crediamo che sopratutto i bambini possano essere l’anello di congiunzione fra le molte culture e che anche l’integrazione faccia parte di un processo culturale e di crescita personale che bisogna incentivare.
A livello istituzionale esiste una consulta, che tempo fa ha aperto un “Tavolo dell’Immigrazione”, la strada è ancora lunga ma noi ci crediamo.
Crediamo che tante culture siano un valore aggiunto per la società civile.
Serve partecipazione e collaborazione.
Sono una donna che ha subito una violenza per strada da uno straniero,( che poi fosse stato italiano era lo stesso )questa brutta esperienza mi ha fatto notare che la sicurezza su questo genere di cose non ne parla nessuno,abbastanza,e approfonditamente.
La nostra citta’ pullula di stranieri( nulla facenti,come fanno a campare ?),la sera verso le 18/19 vedo stranieri sulle mura che bevono, a quel punto e’ meglio girare alla larga,perche’ t’iportunano e ti ridono dietro e ti mettono le mani a dosso.
Tutto cio’ e’ pericoloso e soprattutto incivile……
Cosa pensate di fare in concreto per debellare questa situazione di degrado urbano e incivilta’ umana ?
(nel programma toccate tutto ,ma niente di specifico a riguardo.)
grazie.
Ciao Maria Grazia e grazie per il tuo intervento. Di certo parli di bruttissima esperienza, da condannare in toto, non è giustificabile che tu, per strada, debba sentirti in pericolo per nessun motivo. Il problema è culturale, ed in questo si deve lavorare, molto. Questa immigrazione senza controllo, ha portato persone disperate a cercare lavoro dove il lavoro, di per se, è un problema per tutti ora più che mai. Il bere inoltre a fine lavoro, o per abitudine, è nella cultura di molte persone, purtroppo come la mancanza di rispetto verse le donne. Culturalmente e storicamente diversi da noi, vivono il loro lato di immigrato con la stessa prassi che avrebbero nel loro stato da cittadini, ma è chiaro che la nostra cultura, la nostra storia, hanno radici diverse e per questo sono diverse.
La cultura, fare cultura, non solo riferito ad una forma d’arte, deve essere vista come risvolto sociale. Per quanto riguarda la sicurezza, essendo questi episodi, concentrati in zone precise della città, si potrebbe con maggiori passaggi e controlli delle forze dell’ordine disincentivare certi comportamenti, come dici tu incivili. Un comune non ha la possibilità di intervenire in modo deciso, però può coordinare meglio le forze dell’ordine, illuminare strada buie, e cercare di operare con un grande lavoro culturale tra italiani e stranieri. E’ anche vero che questa legge, che serve a condannare i deboli e salvare i farabutti, non ha certo tempo da perdere per questi comportamenti vergognosi. La giusta pena aiuterebbe a limitare a casi isolati questi soprusi, ma di giusta pena in Italia se ne vede ben poca, purtroppo. Il governo attuale di fatto ha decurtato di cifre ragguardevoli i fondi destinati alle forze dell’ordine (anche se dice di averle potenziate), che sotto organico si trovano a dover coprire territori sempre più vasti. Lo stesso vale per la Polizia Municipale, che non può assumere e lavora sulla strada sotto organico. La situazione che si avverte è di grande difficoltà, è necessario l’intervento coordinato di più forze e l’aiuto, vigile, dei cittadini.
Io vi ringrazio della vostra risposta articolata, finalmente qualcuno che dice le cose come stanno d’avvero.
Capisco il discorso,le risorse sono queste,le iniziative pure,rimane il fatto pero’ che io non sono tranquilla al 100%.
Ma ora ,ripeto, che sento qualcuno vicino a questo problema (come io ho vissuto purtoppo) e cerca comunque di darsi d’affare sono un po’ risollevata .
Ho sentito che in un paese del sud organizzano delle serate con tanto di manifesti e depliant,sia per far leggere i manifesti ecc. e per parlare con i cittadini intervenuti del problema della sicurezza per le vie del paese di giorno e di notte,dano un vademecum con n.telefonici per interventi immediati,tutto cio’ ha fatto ridurre quasi a zero gli incidenti di questo tipo.
Vi ringrazio di nuovo, parlare con voi mi e’ stato di grande aiuto morale e psicologico,anche se il problema e’ molto complesso da arginare,ma credo che la strada e’ buona,GRAZIE.
Complimenti a tutti e grazie di aver portato beppe grillo a faenza,io mi sono commossa di gioia,grazie di nuovo.
Sono marco e sono della lega , detto questo voglio porre alla vostra attenzione il problema, che e’ sentore della cittadinanza, ed io stesso mi ci inbatto spesso quando vado al supermercato e spesso quando c’e il mercato, di questi SIGNORI (indigeni) che ti stressano per venderti qualcosa o chiederti qualche spicciolo.
Detto in poche parole rompono i coglioni e non se ne puo’ piu’! questa cosa deve finire…… COSA NE PENSATE VOI DI FATTI SENTIRE ? VI FARETE SENTIRE IN CONSIGLIO PER DARE UN TAGLIO UNA VOLTA PER TUTTE A QUESTI SIGNORI???
MARCO B.
Sono state fatte interpellanze a riguardo, la questione è già conosciuta dall’amministrazione.
Leggendo libri sull’immigrazione, studiandone i flussi e le motivazioni, documentandosi un poco, appare chiaro che questi indigenti che spesso lavorano in nero per noi italiani, fuggono dalla povertà estrema, da guerre, dittature, da un futuro che non gli riserva prospettive perchè vittime di un’economia mondiale che li sfrutta e di cui anche noi facciamo parte.
Una volta entrati nei nostri paesi, anche clandestinamente, vengono sfruttati da molti imprenditori e per i meno fortunati inseriti anche in loschi affari, ma loro accettano tale “status” perchè rispetto alla loro precedente prospettiva di vita è già un miglioramento, lo fanno per sopravvivere, per mantenere le famiglie nel loro paese.
E’ risaputo anche che molti immigrati nascondono i loro titoli di studio o professionalità, per evitare che non vengano assunti per lavori manuali o di poco rilievo, così ci sono ingegneri-muratori, medici-contadini, laureati e diplomati che lavorano in fonderia. In molti casi gli ultimi arrivati, anche clandestini, dovendo racimolare denaro per mantenere le loro famiglie in situazioni ben più indigenti dei soggetti in causa, elemosinano, vendono e chiedono spiccioli, come nel caso che citi.
Non ci risulta sia mai capitato che queste persone abbiano offeso, provocato, aggredito passanti o altro, la loro necessità li spinge a chiedere e probabilmente ad insistere.
Non temere che, qualora ciò accadesse, non mancherebbero immediati articoli su gran parte della stampa locale e fiumi d’interpellanze, oltre al sacrosanto intervento degli organi preposti.
Non vorremmo essere nella loro situazione, non vorremmo mai trovarci ad affrontare viaggi in nave, di notte, stipati in delle carrette del mare per avere una speranza di vita, è per questo che si deve intraprendere un cammino d’integrazione volto a trovare una soluzione per tutti.
Ti vorremmo anche sottolineare che a Faenza gl’INDIGENI siamo noi, noi che invece in passato siamo stati immigrati in America, Australia, Francia, Germania e Svizzera, soffrendo l’indicibile quando venivamo sfruttati, derisi e schifati, ma riuscendo poi ad inserirci ed a fare parte a pieno titolo del tessuto sociale di queste nazioni, in cui oggi persone con i nostri stessi cognomi, ma con un’altra lingua ed un’altra nazionalità, occupano ruoli spesso primari.
Grazie della risposta – noto che siete svegli … ma non abbastanza -
Prima considerazione ho usato l’espressione “indigeni”per stuzzicare il vostro intelletto, e il risultato e’ che dite le cose che sanno anche i bambini ,(anche mio figlio, 2°elamentare che per un mese hanno studiato appunto l’immigrazione e l’integrazione ).
Seconda cons. il problema e’ che sono tanti e stanno diventando tanti, come fanno a campare (vogliamo dargli elemosina o comprare i calzini tutta la vita?)ok che hanno migliorato la loro condizione,ma che prospettiva hanno ? visto la situazione nazionale sul fronte del lavoro? come vivono? in quanti vivono in un appartamento?.
Terza cons. per il futuro bisognera’ mettersi tutti ad un tavolo e trovare delle soluzioni per i punti sopra e poi considerare gli altri, che secondo me e non solo,sono un problema vero cioe’ Romeni,albanesi e paesi dell’est che sono in aumento, sono agressivi , malavitosi ( vedi ultimi casi di furti in ville),questo e’ un’altro problema da affrontare subito e con serieta’,( altro sono gli “indigeni” che non fanno mai cose gravi tranne che rompere i c…..ni ).
Cosa proponete,oltre a le cose che sappiamo tutti ?
MARCO B.
In realtà nella nostra innocenza avevamo letto indigenti, forse la nostra innocenza era più sensata della tua voglia di stuzzicare.
Proponiamo in primis che si utilizzino le parole corrette ove ce ne sia il bisogno, così tutto può sembrare più chiaro.
Se le considerazioni esposte risultano da seconda elementare, ed il compito di movimentare le nostre menti è risultato azzeccato, ma comunque di non tuo gradimento, ci chiediamo perchè tu voglia a tutti i costi sostenere una discussione con noi.
In questo modo potremmo proseguire senza una fine, perchè qualsiasi risposta non soddisferebbe la tua voglia di denigrare qualsiasi nazionalità eccetto l’italiana.
Ci sembra che queste cose, etichettate “che sappiamo tutti”, saranno anche conosciute, ma non siano come tali affrontate correttamente da entrambe le parti. Non vediamo un minimo di integrazione, tra le persone autoctone e quelle delle altre nazionalità.
In tantissimi casì i soggetti in questione lavorano, sono sottopagati o impiegati in nero, proprio da noi italiani, che in questo modo possiamo arrotondare i nostri stipendi, gravando sui loro, diventando competitivi in gare d’appalto, molto più flessibili sui sacrifici di orario e gli spostamenti da affrontare. Basti pensare alla classe degli autotrasportatori! Benedetta crisi, benedetti immigrati. (Ti consigliamo di leggere “ECCO PERCHE’ SENZA GLI IMMIGRATI SAREMMO PERDUTI” edito da chiarelettere, a nostro avviso fa un bel quadro della situazione).
Prova a guardare tutti gli impiegati in coperative, in imprese edili, gli operarai delle fonderie o tutti i distrubutori di pubblicità in cassetta, guarda in campagna durante i raccolti, oppure agli autolavaggi.
C’è tutta una classe sociale, immigrata, che svolge compiti oramai disdegnati da noi italiani. Sono in regola, sono persone rispettabili che alle volte fanno orari massacranti o tengono ritmi insostenibili perchè qualcuno li utilizza come bestie più che come persone (non tutti sia chiaro), ma sempre con grande “rispetto” (questo per fare esempi concreti sul nostro territorio, ci allargassimo al nazionale c’è pure di peggio). Il lavoro ce l’hanno proprio perchè l’italiano medio lo ha lasciato per occupare ruoli maggiori, di fatto con l’immigrazione si è avuto uno spostamento occupazionale, dove noi che giocavamo in casa siamo saliti di grado e loro, ultimi arrivati, hanno occupato i posti da noi lasciati vacanti.
Ora è arrivata la crisi, e vorremmo tornare indietro…che presuntuosi.
Sui veri e propri clandestini? Il flusso dei popoli, l’immigrazione, è storia passata e contemporanea. Esistono e sempre esisteranno, questo dovrebbe bastare per farti capire che opporsi con i modi sbagliati non è per niente utile ad un migliramento o integrazione per la tua comunità. E poi ancora con questa storia dei Rumeni, Albanesi..ecc… non è possibile etichettare delle disgrazie per nazionalità, non saranno tutti ladri, o delinquenti (come anche noi italiani, tutti santi?).
Le badanti dell’Est, sono Rumeni, Albanesi, Moldave, quelle però vanno bene?!
E’ fatto di cronaca che sia stato effettuato un sequestro legato alla camorra proprio nel faentino, e gli Albanesi, i Romeni? Altri per droga…e gli Albanesi, i Romeni? dov’erano?
Se non vogliamo vedere tale scempio del rispetto comune, siamo più ignoranti deglli ultimi ignoranti.
La strada esiste ed è l’integrazione stessa sotto tutti i suoi aspetti, in un paese dove non ci sono regole perchè dal primo ministro all’ultimo impiegato, ognuno vive per assecondare le sue voglie ed i suoi vizi, per se stesso e per il proprio benessere, dove la legge del più furbo è segno di ammirazione da parte della comunità, è ovvio che come esempio all’immigrato insegnamo ben poco.
I primi immigrati siamo noi, sia nella storia che di fatto, e siamo noi che dopo aver esportato anche la mafia, non abbiamo avuto nemmeno l’umiltà di imparare qualcosa su che cosa voglia dire essere immigrato, essere ghettizzato e abbandonato perchè formalmente escluso dalla società.
Una società che continua ad essere spaventata dalla loro presenza, come fosse ebola, e che mai fino a quando non crescerà, avrà l’idea di essere minacciata da stranieri che non ha mai conosciuto.
A Faenza per tornare ad un quadro più ristretto esiste la consulta del volantariato, che può essere un buon anello di congiunzione con cui collaborare, organo che da anni opera nell’integrazione e che sarebbe bene, visto i flussi migratori, aiutare e far vivere maggiormente perchè può essere la base per far partire un cammino di condivisione delle culture quantomai necessario.
Si può agire attraverso Agenda 21 scrivendo progetti europei di scambio proprio per la conoscenza ed il rispetto dell’altro, interessanti anche ragazzi di paesi in guerra o in grande difficoltà.
Cogliamo l’occasione per ricordare che il 5 Giugno prossimo, Manitese organizza una cena dei popoli a cui ti invitiamo a partecipare, per conoscere una realtà sommersa nel faentino.
Fondamentale un censimento delle abitazioni del centro. Valutarne le sfitte e quelle regolarmente affittate.
In molti casi, come hai fatto presente, vivono in molti dentro un singolo appartamento, ed oltre un certo numero non è sicuro, tantomeno legale.
Casi che direvano da speculazioni dei privati, che gli affittano appartamenti in nero a prezzi esorbitanti, o in condizioni di per se fatiscenti, inutilizzabili da nessun’altro se non qualcuno che già ha ottenuto un passo migliorativo del suo stato sociale.
Il primo passo, per ottenere risultati a breve e lungo termine resta comunque e sempre, l’istruzione. Ad oggi mazziata da governi che desiderano gente ignorante, quando invece sarebbe facile educare alla tolleranza, alla condivisione, partendo proporio dai figli che potrebbero aiutare i genitori a conoscersi, ed educarli. Loro partono da zero, senza pregiudizio, noi purtroppo no.
Lo stato con le sue riforme munge l’istituzione scolastica pubblica, così facendo non fa altro che dare maggiori difficoltà ad insegnanti che oggi più che mai potrebbero, se posti nelle giuste condizioni, far vivere i luoghi base d’integrazione e della cultura.
Anche in questo senso è necessario muoversi, prendendo posizione su certi aspetti, incentivando corsi di lingue, incontri fra le genti, scambi.
Capire l’altro porta ad una crescita comune, additarlo sempre come il problema, come il pericolo, non porta proprio a niente.
Sia ben chiaro, questo è il nostro modo di vedere il mondo, dopotutto per questo ci battiamo e ci dispiace di non avere la possibilità di condividerlo anche con te, caro Marco B.
Sei mai stato nel paese d’origine degli “indigeni”? Intendo come volontario umanitario.
Hai mai visto come vivono e cosa devono vedere tutti i giorni gli “indigeni”? Io ho passato un pò della mia vita in mezzo agli “indigeni” e ho visto bambini imbracciare un fucile, bambini che dovrebbero fare la seconda elementare, proprio come il tuo piccolo pargolo. Gli ho visti morire e nei migliori dei casi mutilati, per garantire a noi “stronzi” (uso questo termine per stuzzicare il tuo intelletto) evoluti tutti i nostri piccoli lussi. In questo mondo meschino qualcuno soffre, affinché qualcun altro possa vivere il proprio meritato benessere. Non pretendo che tu capisca e di certo non voglio cambiare il tuo pensiero, ma mi auguro che l’Italia sia la prossima Africa, il prossimo Pakistan o magari il prossimo Afghanistan, così che tu debba provare ciò che condanni e che ti rompe i co…ni.
Sarebbe bello vedere se tu sei un “indigeno”buono o uno cattivo.
Parli di malavita di albanesi e rumeni e sei tanto cieco da non vedere che vivi nel paese con le associazioni malavitose più forti e ricche della terra.
Fai un piacere a tuo figlio: non insegnarli la tua morale da quattro soldi, ma osservalo e con un po’ di fortuna imparerai un po’ di umanità.
Ecco, fate come Marco con i vostri figli: quando non li lasciate soli davanti alla TV a subire gravissime violenze psicologiche che con l’andare del tempo ne comprometteranno l’equilibrio morale ed etico, pensateci voi – in qualità di genitori – a dargli il colpo di grazia. Insegnate loro quanto siano cattivi e “rompicoglioni” gli “indigeni” che ti importunano per venderti un accendino sull’uscio del supermarket. Questo si che è civiltà, che è senso civico.
E’ inutile, questi leghisti hanno sempre ragione (come i matti), quella degli altri è morale da 4 soldi, la loro invece è alta morale.
Per inciso, questi leghistoni da bar sport, che all’improvviso si vedono sdoganati in politica percui credono che le loro becere argomentazioni abbiano oggi qualche diritto in più d’esser tenute in considerazione da chi, al posto di ragionare con i piedi e la pancia, continui imperterrito ad utilizzare la mente e il cuore, mi ripugnano ben più dei negretti, spesso simpatici e gioviali, che nei parcheggi di Faenza cercano di raccimolare qualche soldo facendo gli “abusivi”, che gli amici nonché fratelli della Lega, a Roma, ben tollerano come pratica, avendo appoggiato ad ogni pié sospinto oggni provvedimento governativo volto a sanare abusi edilizi e fiscali d’ogni genere.
La solita storia del leghista -leone con i conigli e coniglio con i leoni-.
Altrettanto per inciso, a quei ragazzi di colore, o “indigeni” in cerca di fortuna nel bel paese bisognerebbe avere sia il buon gusto che il buon cuore – perlomeno – di compatirli, perchè se ci si pensa davvero sono finiti “dalla padella alla brace” venendo in un luogo sempre più dominato dalla xenofobia e dall’intolleranza di massa, quella serie di amenità dello spirito proprie dei bigotti e dei repressi d’ogni genere, e questo scappando dalla misera e dalla violenza delle loro terre.
OVVIAMENTE MI RIFERISCO AL COMMENTO DI MARCO B. del 24 maggio 2010.
Come cittadino di Faenza ed imprenditore che da’ da lavorare a diversi ragazzi dell’est, bravissimi e molto più laboriosi di tanti italiani con la testa fra le tette della Hunzinker più che sulle spalle (e sono tutti rigorosamente in regola, mentre la tua Lega Nord del cazzo continua a non perseguire con la galera ed il sequestro patrimoniale chi fa lavorare in nero e sfrutta i poveri miserabili che ti danno così tanto fastidio), sono davvero indignato di avere un concittadino leghista che creda pergiunta di avere argomentazioni degne d’esser rese pubbliche e sulle quali possa esser intavolato un dibattito sereno e civile.
Cmq faccio un ultima precisazione. Compatisco molto di più e provo molta più pena per il figlio di Marco B. che per i negretti ambulanti di faenza.
EI EI …CALMA !!!
Credo che sia innopportuno e fuori luogo usare un liguaggio non educato.
Credo anche che i bambini , essendo tutti innocenti e figli di chiunque, non dovrebbero essere oggetto di discussione e di paragone ( mi riferisco a marco e a m.m.),non per difendere qualcuno, cioe’ marco b., ( che tra l’altro ha detto solamente che a scuola insegnano e non solo a suo figlio l’integrazione ecc.), che poi uno la pensa diversamente cio’ non vuol dire che i suoi figli diventeranno come i genitori !(esempio vedi i figli di GUZZANTI, lui del pdl e i figli contro ).
Quindi per favore mantenete la calma e parlate TUTTI senza offendere….NESSUNO.
OVIDIO in un suo canto dice: “Lascia la mente ingiuriar parole….e il cuor lascia parlare….”
g.
ciao Giuseppe.
di Ovidio francamente preferisco “Causa latet, vis est notisima.” (la causa è nascosta, l’effetto è notissimo).
Io i bambini (avendone) li rispetto e li difendo sempre a prescindere. Ho litigato personalmente con una certa tabaccaia di faenza che dinnanzi ai miei occhi sbatteva a calci nel culo fuori dal suo esercizio un bimbo ROM, e questo perchè i bambini sono bambini sempre, innocenti, ingenui, indifesi, anche se hanno le croste addosso, anche se imbracciano un fucile.
Sono gli adulti a corromperli, e nel caso dei bambini ROM, oltre alla DISeducazione inculcatagli dai loro genitori, contribuisce a corrompergli l’animo anche l’atteggiamento BEOTA e IDIOTA della signora tabaccaia, o del signor barista, più propriamente del LEGHISTONE DOC, forte con i deboli, e debole con i forti (e che gran spessore di palle che deve avere un uomo adulto a fare il gradasso o il violento con dei bambini, questo è bene stigmatizzarlo doverosamente!!!)
La mia voleva essere un’arringa in difesa di certi valori, come quelli che credo tuoi, e che fanno una società CIVILE per l’appunto.
La lega, l’unica cosa che è capace di rendere e soprattutto spandere, è LETAME sulla nostra civiltà.
Io ancora non capisco come si possa prendere sul serio un leghista-pensiero, spesso fatto di ciò che potrebbe essere la trasposizione linguistica di un rutto, inteso come metodologia comunicativa tra ominidi, anzi umanoidi, perchè l’ominide, è risaputo ormai, già accennava a quei primordiali ragionamenti impermeati di buon senso, che nel tempo hanno fatto maturare ciò che noi chiamiamo coscienza ed intelletto.
Il LEGHISTA è una involuzione antropologica della specie umana, il “leghista-pensiero” (ovviamente il termine “pensiero” è da intendersi come eufemismo) è un abominio “da bar sport” camuffato e reso irriconoscibile da un contesto vergognoso che, tenendolo in considerazione, gli da’ quella veste di “presentabilità” che alla fine si rivelerà in tutta la sua controproducenza, se gli si continuerà a “dar spago”, se ci si ostinerà a discuterlo nel merito.
Ci vorrebbe un Dottor Lombroso, che cercasse nel cervello del Leghista, quel patetico gene, di cui la stragran maggioranza delle persone è sprovvisto, che ti porta a vivere la vita con astio e rifiuto nei confronti del diverso, che ti fa preoccupare di ciò che accade entro il perimetro del tuo cortile facendoti fregare un cazzo di ciò che accade fuori.
Inoltre ti chiedo un pò più di rispetto per Paolo Guzzanti, anche perchè non esiste figlio che sia cresciuto del tutto spurìo da ciò che furono e sono i suoi genitori. Nel senso, Sabina, Corrado e Caterina sono quello che sono anche grazie a loro padre (un grandissimo imitatore tra l’altro). Certo ha passato un periodo davvero infimo di recente: s’è messo a giocare col fuoco (fatuo) di Forza Italia (credendo che fosse un partito aperto, e non un partito azienda), s’è scottato, ed ora fa reclamizzare i suoi libri a “IL Fatto Quotidiano”. Un grande ingenuo che ha rischiato di ustionarsi gravemente, cercando l’improbabile (vedi alla voce Mitrokin) nei posti sbagliati, assieme a gente sbagliata.
Ah, se scrivo scurrile, è forse perché scrivo come parlo.
Non ti devo certo ricordare cosa diceva MAO sulla rivoluzione:
“La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.”
Contro questa politica, contro questi dirigenti inetti, corrotti, incapaci, imbelli, violenti nella loro inconsapevolezza e nella loro irresponsabilità, serve una rivoluzione.
Internet ed il potere della ragione sono e saranno sempre + lo strumento di rivoluzione primario.
A proposito di rivoluzione, mi pare che Juan Miranda in giù la testa riassuma bene alcuni concetti…..“Rivoluzione? Rivoluzione? Per favore non parlarmi di rivoluzione! Io so benissimo cosa sono e come cominciano: c’è qualcuno che sa leggere i libri che va da quelli che non sanno leggere i libri, che poi sono i poveracci, e gli dice: – oh, oh, è venuto il momento di cambiare tutto -. Io so quello che dico ci sono cresciuto in mezzo alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: – qui ci vuole un cambiamento! – e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore non parlarmi più di rivoluzione… E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente! Tutto torna come prima”.
Ciao a tutti
Sono felice che la discussione ha preso una piega molto piu’ di alto livello e interessante …..grazie a voi…..
Approposito di OVIDIO saprai come e’ morto -”Se non nascondeva la causa del suo male si poteva salvare-l’effetto-”
Un famoso pensatore e attivista per i diritti umani giapponese “Jose Toda ” diceva: “La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuira’ al cambiamento nel destino di una nazione e condurra’ infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanita’”
Detto cio’ credo che sia opportuno cercare di parlare singolarmente con tutti e con, come li chiami tu leghisti,e ti renderai conto , purtroppo, che alcuni ne fanno parte solo per appartenere a qualcosa e ripetono pari pari quello che dicono in tv,NON HANNO una loro idea tanto meno una loro identita’, (sono come coloro che vestono griffati o alla moda per essere riconosciuti ed etichettati come facente parte di un gruppo o di qualcosa)tutto cio’ non inplica che hanno una idiologia o una loro idiologia.
Queste persone seguono soltanto l’onda di qualcosa che non sanno e capiscono niente.
Io parto dal presupposto che e’ un essere umano e come tale puo fare la sua rivoluzione come citavo sopra e aggiungo come diceva MAO ” tu sei la rivoluzione “.
Sono d’accordo si’ di Internet,ma non basta credo che sia giunta l’ora di RICOMINCIARE A SCENDERE IN PIAZZA PER FARSI VEDERE, LI incomincera’ la nostra VERA RIVOLUZIONE.!!
Mi dispiace per MIRANDA che ha una visione pessimista della RIVOLUZIONE.
A presto !!! SCENDIAMO IN PIAZZA E PARLIAMO CON LA GENTE !
g.
Ciao a tutti,
ritengo che Juan Miranda, più che pessimista, abbia una visione realista (perchè immagino basata sull’esperienza) e concreta di ciò che è sempre accaduto alle società umane dopo una “rivoluzione” di tipo classico (il rovesciamento di un precedente status quo).
Ricordiamoci che in passato, ma anche attualmente, alle “persone che leggono i libri” (mi si passi la forzatura qualunquistica) è sempre stata permessa la possibilità di furbeggiare sugli ignoranti e gli analfabeti (daltronde questo governo sta demolendo l’istituzione scolastica proprio per perseguire l’obiettivo di aumentare il numero di ignoranti e analfabeti nel paese per poterli “domare ed addestrare” meglio, se non quanto metterli l’uno contro l’altro in apposite e mirate “guerre tra poveri”, e questo governo lo sappiamo bene quanti e quali libri legge http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/politica/versoelezioni20/librofininv/librofininv.html) mentre con il mio riferimento alla rete globale di internet intendevo un tipo di rivoluzione culturale fatta in primis dal singolo soggetto, per sé stesso e per la propria cerchia affettiva, in maniera del tutto autonoma se non autodidattica.
Anche io non credo nella Rivoluzione classica, la storia parla chiaro e pure la cinematografia (consiglio a tutti “Quiemada” di Gillo Pontecorvo del 1968).
Per quanto riguarda l’identikit del Leghista ed il metodo d’attegiarsi con esso, io non ce la faccio ad avere un approccio così misericordioso, così… come posso dire, caritatevole.
E’ meglio lasciare ad altri il compito di aprirgli gli occhi. Alla CARITAS per esempio (“vieni qui figliuolo”).
Sti pezzenti (senz’offesa eh?) è dalla fine degli anni ‘80 che inneggiano contro “Roma Ladrona” e sono 8 anni che “magnano a Roma”, con il bene placito dei sempre crescenti loro elettori.
Già questo mi basta per farmi un opinione chiara sui soggetti…
Se poi entriamo nel merito dell’ideologia (si fa molto per dire) Leghista credo sia opportuno dotarsi di quegli stivaloni in gomma per la pesca alla trota a bagno nel fiume, perchè la palude potrebbe rivelarsi molto profonda.
Concludo concordando sul discorso dell’esser sempre più presenti nelle piazze e non solo, anche organizzare situazioni di confronto pubblico nelle sedi Istituzionali del Comune (visto che siete in Consiglio Comunale) sulla totalità dei temi sensibili o meno per la cittadinanza serve a renderla più partecipe in campo politico.
Guardate che comunque l’aspetto comunicativo e di marketing politico (quello che ti arriva direttamente in buchetta a casa) è estremamente importante, e deve esserlo anche per voi anche se non vi definite un partito bensì un movimento fatto e creato dai cittadini è imperativo che la Vs voce abbia la massima rindondanza nel territorio, perciò oltre al canale internet io mi preoccuperei anche di apparire (pare una cazzata ma non lo è affatto, chiedere a Maurizio Gasparri) su TELE1 Faenza, potenziare e migliorare qualitativamente i layout grafici nei volantini, ecc.
Se vi dico questo è perchè so che siete persone “avanti” e che qualsiasi vs iniziativa è pensata per il bene del territorio e delle persone che ivi abitano.
Se foste l’ennesimo e nemmeno troppo alternativo blocco di potere chiuso ed autoreferenziale, ovviamente, non frequenterei nemmeno il Vs blog.
Un abbraccio fiducioso.
Hai riportato tante cose, tanti pensieri anche personali, ma in molti punti condivisibili. Difficile poter commentare ogni stimolo che hai riportato a parole, preferiamo concentrarci su due aspetti.
L’impegno che segue questa avventura nasce dalla sensibilità comune verso la nostra città, nei confronti della società, e se siamo arrivati a questo punto è proprio per la mancanza di un metodo politico, un pensiero, che ci rappresentasse. Come dici bene, il cambiamento, viene dal singolo e quindi non imposto alla massa. E’ la massa che si muove quando ogni singolo individuo è sensibile ad un argomento.
Questo movimento è il risultato di tanti piccoli passi, nato prima da un meetup, poi da una associazione e dal loro legame, che unitosi a liberi cittadini ha originato la lista civica. Questo sbarco nella politica non era pianificato, pensato, tantomeno voluto, al 5 Gennaio 2010 con un programma nelle mani ci è sembrato necessario.
Una Lista composta da persone che via via si sono avvicinate per un bisogno di esprimere idee e dimostrare che con modi diversi qualcosa si può fare. Per far proseguire il moto perpetuo di questa ruota è necessaria la comprensione di tutti, l’aiuto, la partecipazione, ma anche il sacrificio, cosa che a parole ognuno è in grado di concedere, meno di fare. Anche per questo è bene che ognuno nel suo piccolo compia quei gesti di tolleranza, integrazione, etica, ripsarmio che altro non sono che il rispetto per l’ambiente in cui viviamo, inteso come biosfera, ma anche come insieme dei fattori politico culturali e sociali che creano e muovono una comunità.
Ognuno di noi, nel suo piccolo, fa tutto il possibile per portare “rispetto”. Confidiamo che il rispetto di tanti porti alla politica di tutti.
Riguardo l’impatto mediatico, capiamo benissimo a cosa ti riferisci, ma per farlo, generalemente ci vogliono soldi, non tanti giri di parole, e noi al momento non abbiamo nemmeno una sede.
Ce la mettiamo sempre tutta oltre ogni aspettativa, ma non vorremmo mai chiedere aiuti economici, prassi generalizzata, perchè non vorremmo mai essere debitori di nessuno!
In politica è una questione veramente problematica, preferiamo essere un po’ meno visibili, ma puliti….anzi puri.
Abbiamo fiducia in chi ci segue, pensiamo che possano contribuire attivamente, anche solo parlando delle nostre idee, sensibilizzando tutti coloro a cui noi, per forza di cose, non possiamo arrivare.