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FATTI SENTIRE

Lista Civica per Faenza

Rifiuti

Questa è la versione integrale del nostro programma, in fondo potete commentare e/o lasciare la vostra opinione per aiutarci a migliorare le nostre proposte…

Ambiente

Rifiuti, una risorsa

I rifiuti devono essere visti come una risorsa e non un problema. Faenza deve diventare un comune a rifiuti zero. Attraverso il ciclo delle tre R: Riduzione, Riciclo, Riuso. Pertanto da subito dovrà essere introdotta la raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale, in quanto unico modo per controllare e potenziare la raccolta differenziata, per ottenere un vero riciclaggio di qualità dei materiali e per limitare l’utilizzo di discariche ed inceneritori a CDR (presente anche a Faenza), le cui emissioni sono dannosissime per la salute dei cittadini. L’obbiettivo sarà quello di portare in alcuni mesi la percentuale di raccolta differenziata al 70 – 80% ( e successivamente anche oltre), come già accade in molte città italiane e come stanno dimostrando gli eccellenti risultati della sperimentazione in corso d’opera nella frazioni faentine di Reda, Granarolo e Borgo Tuliero. Inoltre sono necessarie, al fine di ridurre la quantità totale di rifiuti prodotta, azioni quali:

1. promuovere l’informazione dei cittadini, educandoli alla riduzione degli imballaggi a favore dei contenitori multiuso;

2. lasciare in carico ai punti vendita gli imballaggi, dei quali per legge sono già responsabili, in modo da stimolarne la riduzione da parte delle aziende produttrici;

3. accrescere la sensibilità dei singoli verso il valore derivato dalla minore produzione di rifiuti (non sporcare è meglio che pulire);

4. incentivare il passaggio dalla commercializzazione dei beni durevoli alla commercializzazione dei servizi che questi offrono (non si compra la fotocopiatrice o l’auto, ma si paga il servizio di fotocopiatura o il leasing, ecc…). Se il bene resta di proprietà del produttore, a lui spetta lo smaltimento, pertanto diventa suo interesse che aumenti la durata degli oggetti e che la progettazione venga effettuata in funzione della riparabilità e del recupero dei materiali di cui sono composti quando vengono dismessi.

L’introduzione della Tariffa Puntuale (si paga per il rifiuto indifferenziato che viene prodotto dalla singola famiglia) sarà poi lo strumento premiante per quei cittadini e per quelle imprese che si impegnano in un’accurata differenziazione e auto-riduzione dei rifiuti (meno rifiuti produci meno paghi). I rifiuti, raccolti con il sistema “porta-a-porta”, sono una risorsa. Meno rifiuti si producono meno si paga, in termini di denaro e di salute. Esistono infatti, da tempo, imprese che comprano i rifiuti solidi urbani per riciclarli. Queste usano le varie frazioni della raccolta differenziata (alluminio, plastica, carta e cartone, frazione organica, vetro) come materia prima per le loro attività. L’amministrazione ne promuoverà la nascita e lo sviluppo. Il mercato derivato dal recupero e dalla trasformazione dei materiali differenziati diventerà un’ottima occasione per gli imprenditori locali per creare nuove aziende di riciclo e di conseguenza nuovi posti di lavoro. Il maggiore costo del personale impiegato nella raccolta sarà coperto sia dai proventi derivanti dalla vendita di materie prime recuperate sia dai minori costi di smaltimento dei rifiuti. Verrà valutata la revisione complessiva delle convenzioni con i soggetti operanti nei settori di competenza, senza escludere un eventuale mancato rinnovo delle stesse o nuove stipulazioni con soggetti diversi ed eticamente orientati. Un buon metodo per ridurre i rifiuti è rappresentato dai distributori automatici “alla spina” di latte, di detersivo, di cereali o di altri prodotti dalle caratteristiche idonee, che possono essere posizionati all’interno di supermercati o di negozi. Nell’ambito della ristorazione collettiva la produzione dei rifiuti solidi rappresentati dalla confezioni tradizionali delle bevande (acqua, bibite, ecc…) e i costi ambientali causati dal loro trasporto, rappresentano una parte rilevante dell’impatto ambientale complessivo. Il problema è superabile tramite la distribuzione alla spina di acqua dell’acquedotto microfiltrata (naturale o gasata) e di tutte le bevande analcoliche ottenibili dalla miscelazione in loco di “concentrati” e acqua microfiltrata.
Proponiamo anche queste altre azioni:

  • abbracciare e riconoscersi nei valori della decrescita. Non solo nella teoria ma anche nella pratica. L’amministrazione comunale dovrà promuoverla e portarla negli enti locali, sperimentandola ogni giorno nelle tante progettualità che mirano, tra l’altro, al risparmio energetico, alla consociazione degli acquisti ed a una gestione sensata del territorio. Promuovere la sobrietà e l’autoproduzione attraverso seminari e incontri con la cittadinanza;
  • erogare contributi comunali e certificare con un apposito marchio (progetto “Ecofeste”) le feste, sagre e manifestazioni varie che attueranno la raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, che separeranno gli oli di frittura e che adotteranno accorgimenti per ridurre i rifiuti (vuoti a rendere, involucri biodegradabili, ecc…);
  • sposare il progetto “sPiazza Mercato” che consiste nella sperimentazione di strumenti per promuovere forme di scambio, riutilizzo, condivisione, riparazione degli oggetti di uso quotidiano, al fine di allungarne il più possibile il ciclo di vita e destinarli al ruolo di rifiuto il più tardi possibile;
  • introdurre gli “Acquisti Verdi” o Gpp (Green Public Procurement) nelle politiche di acquisto di beni e servizi da parte dell’Ente pubblico, caratterizzati da una minore pericolosità per la salute umana e per l’ambiente;
  • valutare eventuali contributi ed incentivi per la sostituzione delle caldaie tradizionali con caldaie ad alta efficienza e per l’acquisto di elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, ecc..) di classe A++;
  • studiare forme di incentivo per i residenti che scelgono di acquistare pannolini lavabili al posto dei tradizionali usa e getta;
  • organizzare le “Serate di Ecologia Domestica”, una serie di incontri rivolti alla cittadinanza per incentivare nuovi stili di vita e consumi più consapevoli. Aperte a tutta la popolazione, dagli scolari agli anziani, avranno come obiettivo la sensibilizzazione della cittadinanza rispetto alle tematiche della sostenibilità ambientale ed in particolare riguardo alle semplici azioni virtuose che ciascuno può compiere quotidianamente. Anche i comportamenti di tutti i giorni hanno riscontri oggettivi nella qualità dell’ambiente;
  • valutare l’attuazione del progetto “CambieReSti?” (Consumi, Ambiente, Risparmio energetico, Stili di vita), già adottatto da altri comuni italiani. L’amministrazione (tramite formatori scelti) e i nuclei familiari del territorio si incontreranno e discuteranno sulle soluzioni possibili per consumare meno e meglio, adottando nuovi stili di vita che consentano il risparmio di risorse e di energia, la riduzione dei rifiuti e degli inquinamenti, assicurando anche un risparmio economico ed un miglioramento della qualità della vita.

5 commenti a “Rifiuti”

  1. Francesca scrive:

    Ma stiamo effettivamente facendo qualcosa?
    Io mi sento la sola a differenziare in questa città.

  2. luisa scrive:

    Premetto che non mi intendo di politica, il mio livello culturale è medio-basso, e ho forse il doppio degli anni della maggior parte dei ragazzi del vostro gruppo,che erano presenti l’altra sera in piazza con Beppe Grillo.
    Le sue parole mi hanno emozionato, fino alle lacrime, sì, hanno fatto “montare” la mia rabbia, la rabbia di chi da anni si “arrabatta” per far quadrare i conti, per risparmiare, sì, RISPARMIARE, parola che nessuno conosce più, assuefatti dallo spreco, che ben lungi dall’essere solo materiale, ha contaminato e devastato la vita di tutti.
    E questo pur avendo da anni uno stipendio fisso che mi permette di vivere sufficientemente con due figli a carico.
    La rabbia è quella di chi difende principi sani di legalità, ma anche solo di correttezza, coerenza, impegno individuale, contro la filosofia di chi si lamenta sempre e solo, senza fare altro che addossare la colpa di ogni cosa, agli altri.
    E così, nel mio micromondo, io rappresento una gocciolina nel mare, raccogliendo e separando tutti i rifiuti, domestici e non, aborro anche solo l’idea di abbandonare un fazzoletto di carta per terra, e mi è capitato di segnalare la non presenza o l’incuria di contenitori portarifiuti, nelle varie aree della città (a proposito, vivo a Faenza…). In casa mia non si spreca il cibo, si cerca di comprare e preparare solo quello che serve, e questo vale anche per acqua, luce, gas: si usa senza abusare, così riesco a contenere l’importo delle bollette, almeno un pò.
    Oggi è particolarmente mite il tempo, e così è già da qualche giorno.
    Allora il riscaldamento si spegne e si accende solo verso sera, se ce n’è bisogno.
    Questi e tanti altri sono piccoli e personali esempi di come intendo la vita, e chiudo questo “sfogo” modestissimo per dire che purtroppo, a nessuno, o a pochi come me, interessa l’impegno contro lo spreco, a favore di un utilizzo efficace di quello che già abbiamo.
    Mi è sembrato di trovare nelle vostre parole, e nei vostri programmi, qualcosa che somiglia a quello che io intendo, e per questo vi esorto a continuare nel vostro impegno.
    Anche solo dopo la serata in piazza, con Grillo, ci sono tante e nuove persone che apprezzano quello che siete e che intendete fare.
    Io stessa, pur seguendo l’impegno sociale e morale di Grillo dagli albori, non avevo avuto modo di accostarmi a voi in maniera adeguata.
    Ho delle attenuanti: anche solo educare i ragazzi secondo i suddetti principi, e supportando tutto questo con l’esempio
    personale, occupandomi anche dei miei due genitori, disabili tutti e due, assorbe completamente la mia vita.
    Non lo so se le mie parole siano opportune, se possano servire a qualcuno, qualcuno che come me cercava, non il meno peggio, ma qualcuno di vero, serio, in cui riporre la speranza, per una realtà migliore, per un futuro migliore per i miei ragazzi.
    In bocca al lupo giovani!
    Io sto con voi.
    Luisa

    • Fatti Sentire scrive:

      Ci abbiamo impiegato un po’ a risponderti, perchè la tua lettera ci ha sinceramente provocato un’emozione collettiva.
      Quello che tu ci scrivi è il sunto del nostro pensiero, quello per cui ci battiamo e ci siamo battuti non solo in questa campagna elettorale, ma nei cinque anni di attività del nostro gruppo, in cui abbiamo portato a Faenza il Prof. Pallante a parlare delle necessità di decrescere nei consumi, perchè le risorse non sono infinite, mentre tutti i giorni ci martellano dalla televisione dicendoci che dobbiamo rilanciare l’economia consumando, consumando, consumando; in cui abbiamo passato mesi a raccogliere firme, anche sottozero, perchè il porta a porta diventi nella nostra città una realtà; siamo andati poi a presentare il porta a porta nelle frazioni dov’è iniziata la sperimentazione e ci hanno chiramato “i ragazzi di Hera” (sapessero quanto l’amiamo, noi, Hera…), e cento altre iniziative che insegnassero il rispetto per la natura, per il nostro prossimo e per le regole di una società civile…
      Noi ci sentiamo tutti, come te, goccioline nel mare, ma in questo mare magicamente ci aggreghiamo e ci distinguiamo, forse perchè fatti di altra materia, forse per un fenomeno di altra natura che però ci ha fatto trovare ed aggregare sempre più numerosi e sempre più convinti. Forse il catalizzatore di questa aggregazione si chiama Beppe, o forse eravamo già noi predisposti per aggregarci, ma così è stato. Benvenuta anche a te, gocciolina.
      Non ci arrenderemo mai.

  3. Fatti Sentire scrive:

    Dal tuo commento si evince un’incomprensione di base. Se il cittadino si impegna nella raccolta differenziata, è ovvio che anche il Comune ne sia soggetto, in modo rigoroso come tutti. Lavare i rifiuti prima di gettarli è una cosa utile, ma non dimenticare che nella linea di riciclaggio, il polimero viene triturato e poi lavato proprio per evitare contaminazioni; in generale i rifiuti a base di plastica vengono separati secondo il tipo di polimero (PVC, PE, PET, PP, LDPE..ecc),triturati, lavati, macinati, essicati, fusi o trattati chimicamente (riciclo meccanico, chimico ecc), lavorati (estrusione,calandratura, termoformatura ecc..) e infine rinseriti nel mercato. Il vetro viene trattato grosso modo allo stesso modo: distacco dell’etichetta, separazione delle bottiglie in base al colore e infine fusione e lavorazione (di solito tramite soffiatura).
    Ora, potremo descriverti il trattamento di altre categorie di materiali, ma non vogliamo annoiarti ma solo farti capire che per differenziare non devi per forza pulire ogni singolo pezzo (anche se sarebbe una cosa molto utile) e che tutti i nostri rifiuti (anche quelli prodotti dagli asili) possono essere riciclati. Bisogna prevedere uno smaltimento speciale solo se all’asilo si occupano di sostanze radio-attive, solventi cancerogeni oppure composti altamente tossici, ma non credo sia il nostro caso. = )
    Il cibo da buttare viene raccolto nell’organico e anche qui non ci sono grossi problemi, se non di tipo etico. Gli avanzi “intonsi” potrebbero essere offerti ad altre strutture, mentre sugli scarti veri e propri si potrebbe fare una convenzione con i canili etc…
    Tu dici “lo smaltimento dei rifiuti domestici è una gocciolina nel mare”, peccato che il mare sia proprio composto da una miriade di gocce.
    Per farti il classico esempio, se io butto una pezzo di plastica per terra sono un maleducato, ma non creo un gran danno. Se mille persone ripetono il mio gesto la situazione cambia notevolmente. E’ chiaro che una sola famiglia che differenzia i rifiuti non salva il mondo, ma un intera città che adotta un comportamento sano fa la differenza. Senza dubbio il comune deve agevolare questo sistema.
    Tu dici che è ridicolo dare un “premio” ai cittadini virtuosi e hai ragione. In una civiltà moderna ogni cittadino dovrebbe essere consapevole che inquinare, produrre troppi rifiuti e trattare in modo sbagliato gli stessi rifiuti(ad esempio incenerirli) è controproducente per noi stessi e avvelena il sistema naturale in cui viviamo. Peccato che nella nostra società nessuno fa niente per niente ed è necessario dare un premio per incentivare un comportamento che dovrebbe essere del tutto naturale e spontaneo.
    Infine ti facciamo ragionare su qualche dato: a Faenza ci saranno si e no 100 strutture pubbliche, mentre le famiglie si aggirano intorno alle 30.000-35.000. Secondo te, dov’è la produzione maggiore di rifiuti? Come ti dicevamo prima il mare è composto da miliardi di gocce, così la nostra città è composta da migliaia di famiglie. Un comportamento sano moltiplicato per mille diventa un cambiamento.
    Abbiamo bisogno di una RIVOLUZIONE CULTURALE per assicurare a noi stessi e ai posteri un futuro decente.
    Ti ringraziamo del commento e speriamo di averti convinto.

  4. Lucilla scrive:

    lo smaltimento dei rifiuti domestici è una gocciolina nel mare però, scusate. soprattutto mi fa ridere il pensare al fatto che vogliate dare un “premio” ai cittadini virtuosisti del riciclo e una punizione a quelli negligenti…perchè sarebbe proprio il comune il più punito! gli asili comunali (ed è solo uno degli esempi) sprecano kg e kg di cibo ogni giorno, che viene acquistato sulla base di diete redatte da nutrizioniste che evidentemente vorrebbero i bimbi obesi..e questo cibo va nel sacco nero..per intenderci (cibo intonso, ancora edibile,non può comunque essere servito il giorno dopo la consegna all’asilo)
    per non parlare del fatto che proprio gli asili comunali ricevono i cibi e le materie prime in contenitori che non sono riciclabili e quei pochi che potrebbero esserlo, vengono comunque gettati nell’indifferenziata poichè impossibile pensare che tali imballaggi vengano lavati uno ad uno per essere messi nella plastica o vetro o altro.
    insomma…io credo che le vostre idee siano nobile e giustissime, ma certo, sarebbe iniziare a metterle in pratica nelle strutture comunali e pubbliche. il comune deve essere il primo a dare il buon esempio.

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