Istruzione
Questa è la versione integrale del nostro programma, in fondo potete commentare e/o lasciare la vostra opinione per aiutarci a migliorare le nostre proposte…
Istruzione
Sostegno, tutela, collaborazione
Consapevoli delle nuove responsabilità che l’Ente Comune ha oggi nei confronti del mondo dell’istruzione, proponiamo di sostenere la scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile, tutelando il diritto allo studio, completando il rinnovo delle strutture didattiche e strumentali e progettando, insieme ai docenti, nuovi percorsi di prevenzione al disagio dei minori. La scuola primaria, insieme alla famiglia, ha una valenza centrale ed insostituibile per la formazione e l’educazione dei giovani e vi deve essere una stretta collaborazione tra Amministrazione e Istituzioni Scolastiche. Proponiamo di:
- creare nuovi asili nido e scuole dell’infanzia anche nei luoghi di lavoro e piccole strutture diffuse nei quartieri, per ridurre al minimo le distanze di percorrenza per le famiglie;
- elargire risorse finanziare comunali solo alle scuole pubbliche;
- gestire in collaborazione con le associazioni dei genitori e le scuole le nuove situazioni di disagio formatesi a causa dei tagli all’istruzione operati dalla riforma Gelmini e da quelle precedenti;
- istituire una assemblea comunale nell’ambito della quale si discuta delle problematiche legate al mondo giovanile, in cui si ascoltino le esperienze e le esigenze dei giovani e si lavori per la loro formazione e valorizzazione;
- riqualificare le strutture scolastiche esistenti;
- favorire iniziative volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro;
- rafforzare la collaborazione tra le scuole e la biblioteca comunale, con gare di lettura e ricerche;
- invitare ed aiutare, anche economicamente, le scuole pubbliche faentine ad abbracciare una intelligente ed efficace sperimentazione già in atto da diversi anni in molte realtà del paese: i libri scolastici in “comodato d’uso”. Una politica sociale importante per il diritto allo studio, nonché un grande risparmio per i genitori e un modo per rispettare i beni comuni per gli studenti;
- incentivare, a tutti i livelli scolastici, l’insegnamento dell’educazione ambientale, stradale e sanitaria;
- collaborare con l’Università e le imprese nella realizzazione di percorsi formativi per giovani diplomati e laureati in cerca di lavoro;
- eleggere un Consiglio Comunale dei Ragazzi. La sede dove i ragazzi elaborano proposte per migliorare la città in cui vivono, per esprimere le loro opinioni, per confrontare le loro idee e per discutere liberamente nel rispetto delle regole;
- stimolare l’uso di appartamenti sfitti da dare in affitto a studenti, lavoratori e immigrati;
- predisporre sgravi ICI per i proprietari di abitazioni che accettino di affittare a studenti con pigioni calmierate e contratti regolari da 6 mesi – 1 anno.






ciao.vi volevo chiedere come si po fare ora.Il mio figlio che compie in agosto 3 ani, che a freguentato due ani di asili nido,dopo che o ottenuto il posto con tanta fatica,ora mi ritrovo che mio figlio non po andare a scuola del infanzia,perche non abiamo fato la domanda de iscrizione in tempo. Anche se noi abitiamo proprio davanti alla scuola.Coza li dovro spiegare al mio figlio cuando vedra tutti i suoi compagni che passano davanti al nostro cancello per andare a scuola.non mi sembra giusto cuando io che abito davanti al asillo non o un posto, ma uno che abita fuori cita abbia il posto. Grazie.
Perchè invece di costruire una nuova sedere del museo delle ceramiche – che io, giovane, NON HO MAI VISITATO – non si è spostato il museo Malmerendi – pieno di cose interessanti tenute negli armadi – nella zona dove stanno le scuole? Ricordo che vicino a Corso Baccarini stanno licei e istituti tecnici!
Ho letto tempo fa una frase di Goethe: “Niente è più terrificante dell’ignoranza in azione”. Penso che l’istruzione pubblica faccia paura e che sia nell’interesse del governo berlusconi privilegiare l’istruzione settoriale privata, che sia d’obbligo per lui ed i suoi accoliti promuovere l’ignoranza nei giovani in maniera che sia più facile distoglierli dai reali problemi.Il programma proposto è più che valido, ma mi rattrista pensare che si debba “proporre” un tale programma, dovrebbe essere ovvio e dettato dal buon senso, il modello svedese dovrebbe essere un punto di riferimento; lì governa la destra ed ha vinto grazie al suo programma a favore dello stanziamento dei fondi per la scuola pubblica. Io amo il mio lavoro d’insegnante e vorrei che si potesse contare su una scuola di qualità e non solo sulla buona volontà dei singoli insegnanti e sul loro “cuore”, inteso come passione ed etica del lavoro.Al posto delle “Tre I” proporrei il programma R-Q-A (risorse, qualità e aggiornamento) e la reale integrazione dei disabili, affiancati da personale qualificato e motivato, con un giusto rapporto numerico. Grazie
Ciao! Riguardo all’incentivare nuove attività, sarebbe utile aumentare i corsi d’italiano per stranieri, soprattutto per i bambini appena giunti, che vengono schiaffati direttamente nelle classi a metà anno scolastico, senza che capiscano una parola. Per esperienza loro provano un grande disagio e i più rimangono indietro, cosa che mi sembra alquanto discriminante. In questo modo a mio avviso si favorirebbe un’integrazione molto più veloce!
Ciao Valentina e grazie per il tuo intervento. Corsi di lignua, giustissimo, ma bisogna concertare il metodo per farli. Ci chiediamo noi, chi dovrebbe occuparsene? Le scuole pubbliche che non hanno più i soldi per fare le fotocopie perchè i fondi a lei dedicati vengono dirottati alla scuola privata, o dovrebbe essere il Comune ad organizzarli? Alla fine di tutto sono i volontari la macchina di questo sistema che scricchiola da tutte le parti. Senza volontari saremmo in una società dove di socialmente utile ci sarebbe ben poco.
Il Comune può con le sue scelte dedicare un po’ di risorse, ma deve essere una scelta politica. Se avremo modo di incidere nelle scelte decisionali ci impegneremo a farlo, dirottando capitali utili dove serve, abbandonando flussi assurdi per manifestazioni svendute fuori città o per eventi di dubbio gusto.
A Faenza non esistono asili ( si chiamano scuole dell’infanzia) comunali. Esistono solo Scuole dell’infanzia Statali.
La differenza non è di poco conto, poichè le scuole comunali quasi sempre presentano dei costi fissi, la scuola statale è COMPLETAMENTE GRATIS. Quelli che si pagano nella scuola statale sono i servizi di mensa ed eventualmente di pre/post scuola, che sono forniti dal Comune.Saluti,Barbara.
Salve,
scrivo in merito ad una situazione di disagio in cui mi sono trovata dovendo iscrivere mio figlio alla scuola materna in quanto abitando a Reda e lavorando a Forlì la scuola che ritengo più idonea, passandoci con l’auto davanti tutti i giorni, è la scuola statale Rodari di Cosina, ma, e arrivo al punto, con mio grande stupore ho saputo che gli abitanti di reda non sono “di stradario” così ho chiesto alla segreteria della scuola qual’era l’asilo “di stradario” per chi abita a Reda… la risposta… non ci sono scuole “di stradario” per reda. Ora mi domando ma reda è fuori dal mondo o è nel comune di Faenza?? Mi sembra che quando devo pagare le tasse il comune non fa distinzione se abito a Reda o nel centro di Faenza. Considerate che i punti che avrei perchè si sceglie la scuola di stradario non mi vengono attribuiti, con possibilità di non rientrare nella graduatoria degli ammessi. Così da settembre quando dovrò mandare mio figlio ad una scuola privata (perchè la segreteria non mi ha dato altre alternative visto che l’iscrizione può essere fatta unicamente in una scuola)gli dirò passando davanti alla cosina “tu non puoi frequentare perchè non sei di strada…”
Grazie per l’attenzione,
Chiara
Le graduatorie per accedere agli asili comunali dipendono anche da dove si ha la residenza, quindi dallo stradario, e in graduatoria hanno la precedenza i residenti che abitano all’interno di tale perimetro.
Il fatto che gli asili comunali a Faenza siano pochi, è conosciuto da tutti. Si dovrebbero creare in numero equo soprattutto in zone dove questi mancano attraverso strutture convenzionate come i micro asili, ad esempio di condominio o delle frazioni.
Nel Suo caso, purtroppo deve fare riferimento alla scuola paritaria di Reda ubicata a fianco alle scuole elementari e alla chiesa in Via Selva Fantina, però proprio perchè paritaria, (a gestione mista privata e comunale) deve pagare qualche cosa in più delle materne comunali. il Suo diritto si sviluppa li, e non in quello della Cosina, appunto per il discorso dello stradario.
E’ in parte vero che nelle frazioni si hanno più problemi logistici, ma risiedere nelle frazioni comporta casistiche simili, di certo migliorabili.
Grazie Chiara per la tua testimonianza. Cercheremo di approfondire le nostre conoscenze per trovare soluzioni.
Ringrazio per la risposta.Anche se la questione delle risorse mi pare ancora piuttosto nebulosa.Vedo molte proposte, ma quali di esse può essere quella adatta per finanziare l’apertura di nuove soluzioni educative e formative? Non credo sia possibile prelevare pari pari dall’urbanistica tot risorse e poi destinarle per altri settori.
O si?
Aggiungo, tanto per fare qualche cifra che l’apertura a metà tempo di una sezione di scuola dell’ìnfanzia ( a questo punto comunale )costa, in un Comune qui vicino, dove è stata fatta questa scelta, all’incirca 25mila euro.
Sono cifre importanti, difficili da reperire.Molto difficili.
Auguri e avanti tutta.
Barbara.
L’urbanistica è un esempio.
Ci piace che si scenda nel particolare, ma porre tutto in un programma è irrealizzabile, alcune cose sono intese nella buona pratica dell’investimento dei fondi, nonchè al loro corretto utilizzo.
Pensa solo al fatto che più di un milione di euro viene destinato alla cultura, ad associazioni in genere, alcune delle quali non si sa bene cosa diano alla collettività, di questi ben 950 mila al Museo delle Ceramiche. (Dati reperibili in bilancio, non supposti ma reali)
A nostro avviso i soldi da destinare per investimenti validi ci sarebbero, è solo questione di prendere decisioni importanti nell’interesse comune.
Non vorrei sembrare scontata ma vorrei solo esprimere un disagio che vivo in prima persona lavorando nel contesto scolastico da qualche anno come maestra della scuola primaria. Le insegnanti e i genitori sono lasciati molto spesso allo “sbando”, se hanno dei problemi non sanno a chi rivolgersi perchè all’interno della scuola non sono presenti figure che hanno il preciso ruolo di sostenere, formare, dare indicazioni utili, accompagnare, ecc…il personale docente. Ci sono magari 10 bidelli, 15 segretarie ma 0 psicologi o pedagogisti…Non è assurdo?Ogni tanto mi chiedo com’è possibile che la scuola (nido d’istruzione, di formazione, di condivisione) possa essere gestita da persone che sanno ben calcolare le spese, ma poi quando è il momento di decidere su quali progetti investire i finanziamenti non possono (vista la loro preparazione) indirizzare tali risorse nella giusta direzione…è qui che mi vien da dire “Quanti soldi spesi male!”"Quante risorse gettate al vento!”
Conveniamo con te che sia assurdo.
E’ un problema che si riscontra ovunque, in ogni campo, dove persone specializzate non ricoprono i ruoli che gli competono. Il problema nasce poi dalla difficoltà che hanno le scuole come tante altre istituzioni, ad assumere personale specializzato.
Il cambiamento sta avvenendo, la necessità di persone competenti si sente, ma il procedimento è molto lento.
volevamo fare una precisazione al programma:
sarebbe necessario cambiare la parola introdurre quando si parla di educazione ambientale, stradale e sanitaria con le parole “favorire-incentivare”, in quanto questi argomenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria inferiore vengono fatte e molto più di quanto non si pensi. Altra questione è la scuola secondaria superiore dove questi argomenti ci sembra vengano abbandonati.
Certamente un comune presente su questi argomenti aiuterebbe gli istituti a migliorare la proposta formativa in questi campi.
parola di insegnanti!
Dave e Sivi
Grazie per l’indicazione!!!
Beh…provo a rispondere anche io!
Come fa a comprare il Comune quando ha 75 milioni di debiti?
Lo sgravio ICI da come è spiegato sopra, è inteso come incentivazione alla regolarizzazione di alcune situazioni poco chiare, su seconde o terze case.
Se il Comune fallisce si dovrebbe guardare quanti mutui ha acceso e per fare cosa, non all’ICI.
Il Comune, comunque, può avere altre entrate indirette nell’abbattimento della spesa.
Senza contare anche le tasse sulle ristrutturazioni.
E’ inutile basare dei conti se i numeri sono gonfiati ed irreali, l’ICI, in se, lo Stato la restituisce ai Comuni a fine anno (forse!) con una percentuale sul dovuto (non iteramente).
Il problema è che da noi questo calcolo è servito come voce in bilancio per pareggiare certi buchi, gonfiandone proprio la stima.
Il ragionamento infatti assume risvolti ben diversi, visto sotto questa ottica.
Ti consiglio di leggere il capitolo Urbanistica e forse in quello troverai una valida spiegazione, quantomeno alcune alternative simili al tuo ragionamento, proprio riguardo gli immobili sfitti o al grezzo.
Grazie mille dell’attenzione.
Franz
A parte i problemi legati al recupero di risorse economiche, a Faenza comunque sono previsti per i prossimi 2 anni molti interventi di riqualificazione delle scuole ( esempio Scuola dell’Infanzia di via Laghi.
un altro sgravio dell’ICI e dopo i comuni falliscono veramente.
Il Comune dovrebbe acquistare gli appartementi sfitti e venderli in edilizia popolare.
◦creare nuovi asili nido e scuole materne anche nei luoghi di lavoro e piccole strutture diffuse nei quartieri, per ridurre al minimo le distanze di percorrenza per le famiglie;
Ottimo.
Con quali risorse?
E poi, per favore:almeno voi, non chiamatele scuole materne, perchè non sono sostitutivi della maternità.
Si chiamano scuole dell’infanzia.Non è solo una questione di forma, è soprattutto una questione di sostanza. Chiedete a quelli tra voi che lavorano in questo ordine di scuola.
Non cadetemi su queste cose, perchè mi aspetto il massimo da voi, e non solo come candidato sindaco.
Barbara
Ciao Barbara, per quanto riguarda le risorse noi crediamo che un’Amministrazione debba scegliere come investirle, ricercando la miglior soluzione per l’utilità pubblica. Si può decidere di spendere molti soldi per rifare un fondo stradale (ad esempio i corsi in centro) od investire in altre strutture come asili nido e scuole dell’infanzia, si tratta di priorità. Inoltre crediamo sia plausibile destinare maggiori fondi comunali alla scuola pubblica a monte di un controllo per quelli destinati alla privata.
Per quanto riguarda le “scuole materne” scusaci, è stato un errore che già altri ci hanno fatto notare, spero che ci perdonerai!!! Grazie per il tuo contributo.