Forum italiano Movimenti per l’Acqua – NO allo scippo del referendum
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COMUNICATO STAMPA
No allo scippo dei referendum, 20mila firme all’appello del Forum.
Tra i firmatari Stefano Rodotà, Dario Fo, Don Gallo, Gino Strada e molti altri
Quasi ventimila firme in poche ore sono state raccolte dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua a sostegno dell’appello in difesa dei referendum. Tra i primi firmatari personaggi del mondo della cultura, del diritto e dello spettacolo tra cui Stefano Rodotà, Ugo Mattei, Luca Nivarra, Gustavo Zagrebelsky, Roberto Vecchioni, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Riccardo Petrella, Maurizio Pallante, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo, Padre Alex Zanotelli. L’appello, pubblicato su www.acquabenecomune.org, chiede al governo Monti di abbandonare la strada delle liberalizzazioni per quanto riguarda il servizio idrico. Con l’articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini. Si tenta di ostacolare definitivamente le gestioni dirette degli enti locali attraverso enti di diritto pubblico quali le aziende speciali. Un attacco diretto alle esperienze come quella del Comune di Napoli per evitarne la proliferazione sul territorio nazionale. “Il voto – si legge nell’appello – ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti. (…)Nessuna esigenza di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano”. Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua metterà in campo, nei prossime giorni,una serie di iniziative dislocate su tutto il territorio nazionale per chiedere al Governo Monti di interrompere immediatamente la strada della privatizzazione del servizio idrico. Il Forum rinnova per l’ennesima volta la richiesta di un incontro immediato con il Primo Ministro Mario Monti.
Roma, 16 gennaio 2012






IL REFERENDUM TRADITO
Nel giugno del 2011, 27 milioni di Italiani si sono recati alle urne per pronunciarsi sull’abrogazione dell’articolo di legge che obbligava i comuni a privatizzare i servizi pubblici locali.
Il risultato è stato inequivocabile: in 26 milioni hanno detto SI, SI all’abrogazione di quell’articolo, perché, evidentemente, per la maggioranza dei cittadini, certi servizi devono rimanere a gestione pubblica a cominciare dall’acqua.
Questo accadeva a giugno. In agosto il Parlamento italiano ha varato un decreto che fa rientrare dalla finestra quello che 26 milioni di cittadini italiani hanno cacciato dalla porta.
E’ difficile immaginare un oltraggio più grave alla nostra democrazia: il corpo elettorale che è l’organo costituzionale per eccellenza, è stato ignorato, disatteso, umiliato, svuotato totalmente dei suoi poteri senza che nessuno dicesse nulla.
Nel silenzio colpevole delle Istituzioni, il Parlamento ha azzerato con un colpo di spugna la volontà popolare ed ha varato una legge che consegna nelle mani del mercato la gestione dei servizi pubblici locali.
E’ stato instaurato una sorta di “totalitarismo invertito” dove le strutture economiche controllano lo Stato e dove le persone giuridiche contano di più, molto di più di quelle fisiche. Ma le persone giuridiche, per quanto siano un’utile formulazione legale per creare un’impresa, non possono essere considerate dei cittadini. Noi popolo e soltanto noi siamo i cittadini: riprendiamoci allora il nostro pezzettino di sovranità, che non è solo andare a votare, ma è esercitare la nostra cittadinanza e con essa i suoi poteri, come recarsi alle urne in 26 milioni per dire SI al Referendum. E quel SI è un ordine, anche per il Parlamento.