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FATTI SENTIRE

La Lista Civica 5 Stelle per Faenza.

Prove di combustione di pollina alla Tampieri Energie

Circa un mese fa la Lista Civica Fatti Sentire ha presentato in consiglio comunale un’ interpellanza su delle possibili sperimentazioni di incenerimento di pollina nello stabilimento Tampieri. Dopo qualche tempo, ma comunque nei limiti consentiti dal regolamento comunale, è arrivata la risposta dell’Ass. Savini.

Qui potete trovare il testo dell’interpellanza e la seguente replica dell’Assessore.

A nostro giudizio però la seguente risposta non è stata molto soddisfacente,  il documento ci conferma la sperimentazione di cui avevamo notizia, che risulta essere comunque in regola, ma tralascia il punto 5 dell’interpellanza, quello riferito all’incenerimento ed alle conseguenze che ha sulla salute, riparandosi dietro i soliti timidi ed inadeguati rilevamenti effettuati da ARPA.  Si evidenzia anche il fatto che lo stabilimento Tampieri non ha attualmente le autorizzazzioni a bruciare pollina, ma in futuro?

Il punto che ci preoccupa di più è la scarsa attenzione che si dà all’incenerimento, qualsiasi sia il materiale bruciato, non ci stancheremo mai di ripetere che l’energia prodotta attraverso la combustione ha un impatto devastante sull’ ambiente e la nostra salute.

In questo sito troverete un’attenta analisi per capire meglio, di cosa parliamo quando ci riferiamo a centrali (inceneritori) a biomasse.

La Lista Civica  FATTI SENTIRE come portavoce ed organo di controllo dei cittadini, continuerà a monitorare e contrastare le attività di incenerimento svolte nei 4 stabilimenti presenti sul territorio di Faenza.

6 commenti a “Prove di combustione di pollina alla Tampieri Energie”

  1. fabrus scrive:

    vorrei capire una cosa: da sempre chi ha denaro e potere può permettersi di fare praticamente tutto ciò che vuole. Solo una cosa non possono avere neppure questi soggetti: LA SALUTE. I soldi anche se in maniera esagerata non ti possono portare a risolvere tutti i problemi che ti si possono presentare.
    Il buon senso e lo spirito di conservazione dovrebbero portarti a non mettere in atto comportamenti autolesionisti!!!
    Ci stiamo facendo del male, lo sappiamo ma si continua su questa strada per la solita logica del profitto!

  2. marco scrive:

    e’ stato grande l’ intervistato da striscia che ha detto chiaramente che la figlia di 50 anni sta morendo per via della fabbrica…e l’ ha indicata col dito, mostrando chiaramente la tampieri spa.
    e’ quello che pensiamo tutti, che da anni respiriamo e moriamo di cancro…e’ stato testato che dalla parte piu vicina alla fabbrica, le persone sono piu colpite dal cancro…e chi ci va ad abitare credendo di fare un affare, visto che le case sono quasi regalate, non capiscono che rischiano solo per la loro salute.
    non sono immuni i cittadini che abitano in centro, quell’ aria malata arriva ovunque e si espande e peggiora la sera, quando il timore di controlli non c’e’ e le fabbriche chiudono i loro depuratori…..basta andare in elicottero sopra faenza per vedere una cappa che racchiude la citta’…e’uno schifo…questi proprietari di fabbriche sono potente e ricoprono cariche che parano loro il cu…lo…
    ho visto un bel commento in internet prima e lo cito: spero che questi imprenditori facciano presto la fine delle tortore.

  3. Francesco scrive:

    Anche a me i controlli dell’Arpa fanno veramente sorridere. Abito tra Faenza e Granarolo e la puzza in certe ore è veramente insopportabile. In questa zona è consentito di tutto: costruire inceneritori, fare depositi di camion su strade dove i camion non possono neppure circolare, installare impianti fotovoltaici alti 5 metri nonostante il regolamento comunale lo impedisca, ecc…Ci manca solo l’incenerimento della pollina, che, sono convinto, sarà consentito. Un simile stato di cose, che tra l’altro va avanti da decenni, può essere consentito solo dall’esistenza a Faenza di qualcosa che assomiglia molto alla mafia e alla camorra.

  4. Franz scrive:

    A me l’idea di risolvere dei problemi, bruciandoli, deprime molto, anche perchè giustificato da tanti perchè poco informati.

    Perchè si ostinano a bruciare ogni cosa gli passi sotto mano?
    Perchè non lo fanno coi loro soldi senza accedere al denaro pubblico?
    Perchè vogliamo a tutti i costi giustificare sempre tutto?

    Con queste pratiche stiamo facendo diventare il “cancro” una malattia cronica come l’artrite, c’è da vergognarsi.

  5. Gabriele scrive:

    A me la valutazioni dell’Arpa hanno sempre fatto sorridere, per non piangere. Abito da più di 30 anni a Nord di Faenza e posso garantire che abbiamo subito di tutto. La prima cosa che sfugge ad Arpa è la “misura della puzza”. Non esiste un parametro di misura. Non esiste una legge da rispettare. Con Tampieri, Distercoop, Marcucci, Neri, Caviro tutti attivi c’erano delle puzze che hanno reso famosa Faenza in tutta Italia. Adesso cominciamo con la pollina. Altra puzza e altro disagio. E i residenti che possono fare? Respirare ancora una volta la puzza… Come vorrei che cambiasse il vento e portasse questi profumi rivoltanti verso la città. Forse così cambierebbero un po’ di cose.

  6. Renato scrive:

    La combustione di qualunque sostanza non è mai così semplice come può sembrare, anche se stiamo parlando di pollina, materiale organico apparentemente innocuo. Va sempre considerata la compsizione del prodotto che si brucia e la quantità che si brucia. Anche in merito alla pollina si richieda per lo meno una conoscenza approfondita. Basta guardare il sito: http://www.energyjustice.net/fibrowatch/toxics.html per alzare il livello di attenzione a partire dalla alimentazione dei polli. Se anche nei nostri allevamenti vengono usati (spero di no) additivi sul tipo di quelli di cui parla l’articolo, occorre alzare il livello di guardia. Se invece i nostri polli vengono alimentati a granturco, potremmo essere molto pià tranquilli.

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