Un bell’appuntamento sulla pratica del “Cohousing”, organizzato dall’Associazione di Cuori.
Cohousing: c´era…una svolta
Il punto della situazione sull’esperienza faentina in un incontro pubblico con ospiti internazionali.
È passato poco più di un anno da quando i promotori del Progetto “Ciôhousing” hanno lanciato il loro appello in una Sala delle Associazioni gremita di curiosi ed interessati: ora si avvicina il momento del grande passo, abbandonare la teoria per cimentarsi (e “cementarsi”) nella pratica.
Sta per partire infatti il primo “cantiere” che coinvolge circa una decina di famiglie interessate alla creazione di un cohousing in campagna, nei dintorni di Faenza. E anche in corso di costituzione un gruppo d’acquisto/affitto in città.
Ma a dimostrazione del fatto che il cohousing non risponde solamente ad un’esigenza abitativa ma è una prospettiva culturale, un modo di interpretare l’essere “individui sociali” in maniera solidale e relazionale, le famiglie che stanno dando vita al Progetto “Ciôhousing” vogliono rilanciare il dibattito.
Lo faranno in un incontro pubblico che si terrà a Faenza presso la Sala del Consiglio Comunale “Enrico De Giovanni” il 27 maggio alle ore 20.30.
Parteciperanno:
Matteo Mammini, assessore all’urbanistica e politiche territoriali, edilizia privata;
Matthieu Lietaert, autore belga del saggio-reportage “Cohousing e condomini solidali” e ricercatore presso l’EUI-Istituto Universitario Europeo di Fiesole;
Andrea Venturelli, promotore del gruppo Ciohousing di Faenza ;
Paolo Rava, architetto e docente presso la Facoltà di Architettura di Ferrara.
Durante la serata verranno presentati, tra narrazioni e suggestioni dal globale al locale, tutti gli aspetti che fanno del cohousing un’esperienza pervasiva ed entusiasmante: dalla quotidianità domestica all’interno di una rete di famiglie solidali tra loro, alla possibilità di ammortizzare i costi – e l’impegno – di scelte di vita sostenibile e responsabili (dalle energie rinnovabili alla bioarchitettura, passando per la condivisione di mezzi fino all’autoproduzione); dai bisogni tipici e caratteristici di esperienze di questo tipo, fino alle opportunità in altro modo difficilmente sfruttabili.

